Per chi vuole sentirsi turista anche in città, per chi vuole vivere Milano e scoprire la bellezza di luoghi inusuali, per chi ha deciso di restare e dedicarsi un weekend di cultura meneghino... Recuperiamo mente serena (o almeno tentiamo) e cuore saldo con una passeggiata per la nostra Milano: ecco le nostre 5 tappe da non perdere!

Si potrebbe dedicare una mattinata alla suntuosa Certosa di Garegnano che ci accoglie al ritrono dai Laghi e da sempre rende il rientro in città meno tristanzuolo!
Oppure si potrebbe osare una passeggiata alla Maggiolina, il famoso quartieri dei giornalisti, dalle case che sanno di Puffo! Un tuffo in una Milano davvero diversa ed alternativa!
Optare per una terza via fa sempre been: partenza dal nostro amatissimo Museo all'aperto, il Cimitero Monumentale e puntare verso San Bernardino alle Ossa, che intriga sempre e ci porta verso l'Università Statale e via Laghetto, luoghi di ameno ristoro mentale! Per concludere con il Campanile dei Sospiri che viene sempre dimenticato ma conserva invece un fascino senza tempo! 

Quali sono i vostri luoghi densi di storia e cultura che vi fanno amare la nostra Milano?

01

Certosa di Garegnano

Cultura
Garegnano n. 28 - Milano Tel 02 38006301 Vai al sito
Nata al di fuori delle mura cittadine, nel lontanissimo 1349, la Certosa di Garegnano voleva concedere ai monaci residenti ed oranti la giusta porzione di tranquillità, pace e contemplazione degne di una vita dedicata all'Immenso.La Certosa di Garegnano (denominata anche Certosa di Milano), situata alla periferia nord-ovest di Milano, un tempo in aperta campagna fu fondata da Giovanni Visconti, vescovo e signore della città ed ebbe l’onore, nell’estate del 1357, di ospitare anche un certo Francesco Petrarca. La struttura fu costruita nel borgo di Garegnano per consentire ai monaci di poter vivere in silenzio e solitudine e pregare anche per l’Arcivescovo il quale, divenuto anche signore temporale, non poteva badare adeguatamente agli aspetti ecclesiastici che il suo ruolo gli imponeva.Affreschi del Peterzano, maestro di Caravaggio, e del Crespi ne arredano oggi l'interno, di una magnificenza assoluta, tanto belli da far valere alla Certosa di Garegnano il titolo di “Cappella Sistina” di Milano.Il complesso, dedicato alla Madonna, era inserito all'interno del Bosco della Merlata, una zona molto frequentata da briganti e banditi i quali, ad esempio nel 1449, penetrarono nella certosa e compirono razzie impadronendosi di oro e preziosi. Della struttura antica risalente al Trecento e Quattrocento purtroppo si conserva poco, in particolare il chiostro piccolo, o Claustro Parvo, sul lato destro della chiesa, e l'abside quadrangolare di questa con il tiburio ottagonale.La visita, per ora solo individuale dalle 8 alle 17.30, apre nuove dimensioni di estasi! 

02

La Maggiolina

Cultura
Via Lepanto n. 2 - Milano Tel Vai al sito
La Maggiolina, da non confondere con il Villaggio dei Giornalisti, è quartiere curioso della nostra città e si raggiunge con la metropolitana Linea 3, fermata Sondrio o Zara, direzione Comasina.Prende il nome da una cascina del XVI secolo e si anima di case che sembrano davvero quelle dei Puffi: tetti bombati colorati in stile fungo velenosissimo quanto divertente, l'Amanita, che oggi non si notano più in tutta la loro fulminante originalità perchè le hanno convertite in case-oblò, sempre da godere e rimirare!La Maggiolina prende il nome da un'antica cascina demolita nel 1920 che sorgeva lungo il corso del Seveso, a est dell'attuale ferrovia Milano-Monza, approssimativamente sul luogo dell'attuale via della Maggiolina. Il nome della cascina, già attestato insieme all'edificio nel XVI secolo, è di origine incerta: secondo alcuni deriverebbe dalla famiglia dei Maggiolini, antichi proprietari della cascina, setaioli venuti in quel periodo in Lombardia da Firenze; per altri, invece, dal termine dialettale magiòster, ossia fragole. Tra le architetture più significative della Maggiolina, meritano una citazione particolare alcune abitazioni a pianta circolare realizzate nel 1946 dall'architetto Mario Cavallè, conosciute per la loro forma peculiare come case a igloo, vennero realizzate adottando questo particolare modello mono-abitativo e la relativa tecnica tecnica di costruzione dagli Stati Uniti. Realizzate con un sistema a volta formato da mattoni forati disposti a losanghe convergenti, ciascun edificio consentiva un'assoluta libertà nella disposizione degli interni. Insieme alle case a igloo, le case a fungo erano state realizzate dallo stesso architetto, sempre nel 1946 anche due edifici dalla forma ancora più peculiare demolite tuttavia nel 1965 e sostituite da un altro edificio residenziale.Da via Lepanto andiamo verso Villa Figini, villa stile palafitta, oppure verso Villa Mirabello, casa signorile ai tempi degli Sforza poi fattoria ora casa di riposo.Non pare neppure di stare a tre passi dalla Stazione Garibaldi perchè alberi, villette e sogni sanno ancora abitare alla Maggiolina. 

03

Cimitero Monumentale

Cultura
Piazzale Cimitero Monumentale - Milano Tel 02 88465600 Vai al sito
Ho iniziato a frequentare il Cimitero Monumentale da piccola, in visita dovuta ai "parenti milanesi", visto che la compagine toscana non sempre poteva essere ossequiata e quei viali che, all'inizio mi parevano immensi e difficili da mappare, respingenti e umidissimi, mi accolgono ora in maniera ineguagliabile, con una grazia leggera ed una pace duratura: è sempre difficile parlare del passato di tanti e di quello che sarà il nostro futuro, ma in questo contesto si matura con serenità e senza scosse, naturalmente. Sarà per la cura del verde, sarà per le magnifiche statue che ci accompagnano, sarà per le opere di Medardo Rosso, per quelle di Manzù o quelle del sublime Adolfo Wildt, tutte a portata di mano, tutte perfettamente inserite e mai scomposte, sarà per i grandi nomi che hanno trovato qui una eterna dimora, tutto concorre a rendere il Monumentale il vero Museo di Milanoamodomio!

04

San Bernardino alle Ossa

Cultura
Via Verziere n. 2 - Milano Tel Vai al sito
Sorta nel 1200, San Bernardino alle Ossa occupa lo spazio che fu dell'Ospedale del Brolo, già lebbrosario.L'Ossario e la Chiesa sorgeranno come oggi le possiamo godere solo nel 1750, dopo gravi danni subiti già nel 1600 con il crollo del vicino ed incombente campanile di Santo Stefano.E' un luogo al contempo fascinoso, doloroso ed assai suggestivo, carico di storia quanto di aneddoti: pare che il 2 novembre una bimba torni a vivere trascinando gli altri scheletri in una danza macabra...Da non perdere la grata, davanti l'altare maggiore, dalla quale si scorgono dieci scalini che conducono al Sepolcreto dei Disciplini, cripta di confraternita locale, dedita al culto dell'Ossario, sui muri della quale di trovano le famose 21 nicchie in muratura, dove i Disciplini adagiarono i propri confratelli, avvolti nel saio e con una tavoletta sulla testa, completa di nome, unico segno distintivo essendo altre finitiure assenti. Da ossequiare con raccoglimento massimo. 

05

Campanile dei Sospiri

Cultura
Corso Italia n. 32 - Milano Tel 333 31704695 Vai al sito
Il Campanile dei Sospiri, all'interno della Basilica di San Celso, ci attende con una inaspettata visita di storica bellezza.175 scalini e poi la meraviglia di un panorama conosciuto ma sempre da riscoprire: la nostra città a 360 gradi da Corso Italia.Perché Milano ci stupisce sempre!Un po' di storia: nel 996, l’arcivescovo di Milano Landolfo II fece progettare un convento e una basilica al posto dell’antica chiesa di San Celso, ormai in decadenza. I lavori furono seguiti dai monaci benedettini. Il monastero sorgeva sulla destra della basilica. Oggi del tempio romanico-lombardo rimane circa un terzo dell’edificio, tra cui il campanile costruito intorno all’anno mille. Il Campanile di San Celso, realizzato in stile romanico contestualmente alla basilica, è visitabile grazie all’impegno del Gruppo MilanoCard dal 2018. Visite guidate ogni mezz'ora solo durante il fine settimana dalle 14.30 alle 20.00, prenotazione necessaria! Una curiosità: si chiama Campanile dei Sospiri perché le sposine milanesi, per tradizione, erano solite portare il proprio bouquet sotto questo alto edificio per propiziarsi un felice matrimonio. I sospiri, tuttavia, sono anche quelli di Santi, combattenti e fedeli che nel corso dei secoli sono passati da questo particolare luogo. Per raggiungere la cima, come vi abbiamo anticipato all'inizio dell'articolo, è necessario prendere un bel respiro ed affrontare gli scalini che permettono di compiere un vero e proprio viaggio nel tempo dentro ad una storia tutta meneghina.   
Ultimo aggiornamento: 04 Giugno 2021

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