Cesare Colombo, Photographer

Una occasione succulenta per ammirare la Milano di un tempo grazie agli scatti sapienti e super celebri di Cesare Colombo, conoscitore del mondo, della fotografia e di Milano.

Sala Viscontea del Castello Sforzesco dal 9 marzo al 14 giugno.

Magnifico e commovente il ricordo dedicatogli da parte di Milano Photo Festival, che ci pare piacevole riportare qui di seguito:

"Cesare Colombo, milanese classe 1935 l’arte l’aveva masticata fin da bambino essendo figlio di due pittori ma a metà anni Cinquanta quando si pone il problema di che cosa diventare sceglie la professione di fotografo. Eppure tutti noi che lo abbiamo conosciuto e frequentato fatichiamo a inserirlo in una sola casella perché Cesare da subito mostra una grande passione anche per l’analisi critica delle immagini. Diventa presto una firma costante di mensili come Fotografia e Ferrania scrivendo quegli articoli pungenti che ne avrebbero caratterizzato l’intera vita. E’ proprio questa attività ad essere perseguita con determinazione: analisi delle situazioni, recensioni di mostre e libri, dibattiti con gli autori compaiono in testate prestigiose Camera diretto da Romeo Martinez, Foto Film, di cui dal 1965 al 1967 è caporedattore, e Dibattito, primo foglio di polemiche e idee teso al confronto tra la fotografia italiana internazionale. Vogliamo aggiungere altro? Le collaborazioni con il Servizio Pubblicità Agfa, la Fondazione 3M, l’Archivio del Touring Club Italiano, gli Archivi Alinari, l’attività del suo studio di via Vigevano nel campo della fotografia pubblicitaria e industriale, la realizzazione di un gran numero di volumi fotografici. Cesare Colombo era un bravo fotografo guidato da un forte senso civile come dimostrano mostre come “Il nuovo impegno” esposto alla galleria il Diaframma nel 1968 e i tanti servizi realizzati nella sua Milano. Una co

A juicy opportunity to admire the Milan of yesteryear thanks to the wise and super-famous shots of Cesare Colombo, connoisseur of the world, photography and Milan.

March 9 to June 14, in Sala Viscontea at Castello Sforzesco.

Milan Photofestival offered a moving obituary, well worth repeating:

As the son of two painters, Cesare Colombo, born in Milan in 1935, was raised on art. In the mid 1950s, faced with the choice of a career, he selected the profession of photographer. Yet no one who knew Cesare would have been able to categorise him in a single box. He showed great passion for the critical analysis of images, and became a steady columnist for monthly magazines like Fotografia and Ferrania, writing articles in the deeply perceptive style that would characterise his entire life. He pursued criticism with determination: his analyses of art contexts, reviews of exhibitions and books, and debates with authors appeared in prestigious magazines: Camera, directed by Romeo Martinez, Foto Film (Cesare was editor-in-chief from 1965 to 1967), and Dibattito, the first review of debate and ideas on Italian photography in the international context. And this was just one sector of his wide-ranging career. There were also his collaborations with the Agfa Advertising Service, the 3M Foundation, Touring Club Italiano Archives, the Alinari Archives; the operation of his own studio in Via Vigevano, including advertising and industrial photography; authorship of countless books on photography.

Cesare Colombo was a great photographer, guided by a strong sense of civic duty, demonstrated by exhibitions such as "New responsibility " mounted at il Diaframma gallery in 1968, and his many personal services for the community of Milan. One of the most striking aspects of his life was the way he let his own exhibition activity idle, instead devoting himself with determination and generosity to that of others. This is his true legacy, because those exhibitions and the accompanying volumes - just two among many examples "Italy: One hundred years of photography" and "A unique country: Italy, photography 1900-2000" - stimulated worldwide art-historical awareness of Italian photography. Cesare was never one for a superior attitude: a friend of great authors, from Toni Nicolini, with whom he shared his studio for many years, to Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli, Pietro Donzelli and Romeo Martinez, he was just as equally his involved with the non-professional world of the Milan “Photography Club”. In 2014 he received the AFiP Photographers Association Career Award, with the citation: “For his generosity, equally given to both professional and amateur photography". Those who missed the good fortune to know him and accompany him in life will find the traces of his spirit, and the deep meanings that guided him, in the beautifully titled book, published by Contrasto Books: "La camera del tempo".sa, tuttavia, colpisce: l’aver messo in secondo piano la sua attività espositiva per dedicarsi con rigore e generosità a quella altrui. Questa è forse la sua vera eredità perché quelle mostre e quei volumi che le accompagnavano – due soli fra i tanti esempi “Italia. Cento anni di fotografia”, “Un Paese unico. Italia fotografie 1900-2000” – hanno contribuito alla conoscenza storica e critica della fotografia italiana nel mondo. Cesare non andava per esclusioni: amico di grandi autori da Toni Nicolini, con cui aveva diviso lo studio per tanti anni, a Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli, Pietro Donzelli, Romeo Martinez, sapeva rapportarsi con identica attenzione con il mondo non professionale del Circolo Fotografico Milanese. “Per la generosità con cui si e rapportato con la stessa attenzione con il mondo professionale e con quello foto amatoriale” c’era infatti scritto nella motivazione del Premio AFIP alla carriera che gli avevamo consegnato nel 2014. Chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo troverà tracce vive del suo spirito in un libro dal titolo bellissimo “La camera del tempo” (Contrasto) dove si ritrova il senso profondo che lo ha guidato nella vita. "

Last update: 08 April 2021

Informazioni evento

03-09-2020 to 06-14-2020
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