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Silvia Meucci

 

Nata a Firenze e cresciuta a Milano: praticamente un essere perfetto!

Dopo un Liceo Classico potente (sempre grata allo storico Beccaria);
Legge in Statale mi regala anni formativi e ricreativi al contempo;
Cambridge riesce ad unire la voglia di imparare a quella di fare punting sul fiume Cam e finisco per diventare poi Avvocato, prestato alla Finanza Strutturata!

Il rigore è d’obbligo e, dunque, per rimanere umani e continuare ad ampliare i propri orizzonti posso solo esagerare in letture laterali, cucina etnica e fotografia alternativa, senza dimenticare il pattinaggio sul ghiaccio, il tennis e l’amore incondizionato per le stoffe vintage!

Nel frattempo ho sposato un collega magnifico, impegnativo, ma di grande spasso ed abbiamo avuto una figlia, perfetto connubio dei nostri difetti e pregi: speriamo riesca ad essere felice nonostante i suoi genitori!

Adoro i vecchi film americani anni Quaranta, Gene Hackman e House of Cards.

Che altro aggiungere?
Whist list: un faro come casa delle vacanze, una micro scultura di Jacob Epstein, un viaggio a Lhasa e la prima edizione de “La montagna incantata” di Thomas Mann.

 

Cristina Meucci

 

Milanese doc, ma con innegabili ed innegate origini toscane, prediligo da sempre i numeri ed i calcoli e, dopo lo Scientifico, mi è parso naturale diventare Architetto.

Tra Albini e Mies van der Rohe, oggi scelgo Dame Zaha Hadid per tenacia, determinazione e creatività spinta! Arredo con piacere alternando ferro e legno, stoffa e gesso, marmo ed immaginazione.

Mi piace il senso del colore, il giardino all’inglese e la malinconia di Virginia Woolf; mentre adoro la cucina piena di gente ed i bicchieri altrettanto colmi di vino rigorosamente rosso!

Ho una perla di figlia, che mi mette alla prova ogni giorno e mi mantiene giovane in mente e corpo.

Cosa aggiungere?
Whish list: una casa nella campagna inglese, un acquerello di Ruskin ed una borsa alla Mago Merlino, capace di contenere e racchiudere tutto il mio mondo.